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Operation Rolling Thunder
Operation Rolling Thunder è una simulazione della campagna di bombardamento condotta dall’US Air Force e dall’US Navy sul Vietnam del Nord dal 1965 al 1968. Si può giocare in solitario oppure in due, in cooperazione: in quel caso un giocatore comanda l’US Air Force e l’altro la Navy, con la possibilità di una modalità semicompetitiva. L’obiettivo è infliggere abbastanza danni alle infrastrutture da spingere il Vietnam del Nord a trattare la pace, e insieme interrompere il flusso di truppe e risorse che alimenta l’insurrezione nel Sud attraverso la pista di Ho Chi Minh.
La campagna è divisa in fasi stagionali. Si stabilisce quali obiettivi sono bersagli possibili nella fase in corso e si calibra ampiezza e composizione dei raid secondo le priorità scelte. Bisogna stabilire le priorità delle missioni: proteggere i raid dall’intercettazione dei caccia con pattuglie aeree, neutralizzare le difese aeree a terra, colpire per massimizzare il danno sugli obiettivi designati e cercare bersagli di opportunità. Con le carte si ricorre a tattiche storiche, missioni specializzate, assegnazioni selettive di bersagli e mezzi tecnologici, per rendere i raid più efficaci e più protetti.
Le forze statunitensi crescono per gradi, nei numeri e negli equipaggiamenti, compresa l’introduzione di missili di tecnologia avanzata. I piloti accumulano esperienza e diventano particolarmente abili in certi tipi di missione. Gli obiettivi comprendono depositi di carburante e di rifornimenti, installazioni militari, impianti industriali, la rete ferroviaria, ponti cruciali e aeroporti decisivi. Distruggerli ha conseguenze diverse sulla capacità del Vietnam del Nord di produrre rifornimenti, mobilitare forze, trasportare materiali e difendere il proprio spazio aereo. Si possono provare approcci diversi, tenendo presente quanto le scelte restino allineate alla strategia implicita nella lista obiettivi dei Joint Chiefs of Staff. I bersagli di priorità più alta sono sempre difesi con più forza: le perdite vanno sorvegliate, perché un livello inaccettabile può compromettere la campagna o chiuderla in anticipo.
Dopo aver riportato sulla mappa i danni inflitti alla capacità bellica nordvietnamita, si possono inviare missioni di ricognizione armata, in cerca di bersagli di opportunità lungo la rotta verso il Sud, e chiamare i B-52 dello Strategic Air Command per colpi mirati sui passi montani che portano alla pista di Ho Chi Minh e sulla pista stessa.
Accanto al piano militare c’è un livello politico. Direttive mutevoli della Casa Bianca, dettate dal timore di un’escalation con la Cina e l’Unione Sovietica, impongono vincoli: regole di ingaggio più strette, bersagli proibiti o mandati precisi. In risposta si preme sui livelli politici per ottenere libertà operativa, scegliendo in quali aspetti della campagna serve più flessibilità. La sfida ricorda l’impresa storica, che non raggiunse i suoi obiettivi principali. Nonostante il grave costo umano della campagna, essa non spezzò la determinazione del popolo nordvietnamita e della sua leadership, che resistette ai bombardamenti prolungati. La guerra del Vietnam proseguì per diversi anni ancora.
| Meccaniche: | |
| Categorie: | |
| Nomi alternativi: | |
| BARCODE: | ????????? |
| È stato visto 494 volte | |
Operation Rolling Thunder è una simulazione della campagna di bombardamento condotta dall’US Air Force e dall’US Navy sul Vietnam del Nord dal 1965 al 1968. Si può giocare in solitario oppure in due, in cooperazione: in quel caso un giocatore comanda l’US Air Force e l’altro la Navy, con la possibilità di una modalità semicompetitiva. L’obiettivo è infliggere abbastanza danni alle infrastrutture da spingere il Vietnam del Nord a trattare la pace, e insieme interrompere il flusso di truppe e risorse che alimenta l’insurrezione nel Sud attraverso la pista di Ho Chi Minh.
La campagna è divisa in fasi stagionali. Si stabilisce quali obiettivi sono bersagli possibili nella fase in corso e si calibra ampiezza e composizione dei raid secondo le priorità scelte. Bisogna stabilire le priorità delle missioni: proteggere i raid dall’intercettazione dei caccia con pattuglie aeree, neutralizzare le difese aeree a terra, colpire per massimizzare il danno sugli obiettivi designati e cercare bersagli di opportunità. Con le carte si ricorre a tattiche storiche, missioni specializzate, assegnazioni selettive di bersagli e mezzi tecnologici, per rendere i raid più efficaci e più protetti.
Le forze statunitensi crescono per gradi, nei numeri e negli equipaggiamenti, compresa l’introduzione di missili di tecnologia avanzata. I piloti accumulano esperienza e diventano particolarmente abili in certi tipi di missione. Gli obiettivi comprendono depositi di carburante e di rifornimenti, installazioni militari, impianti industriali, la rete ferroviaria, ponti cruciali e aeroporti decisivi. Distruggerli ha conseguenze diverse sulla capacità del Vietnam del Nord di produrre rifornimenti, mobilitare forze, trasportare materiali e difendere il proprio spazio aereo. Si possono provare approcci diversi, tenendo presente quanto le scelte restino allineate alla strategia implicita nella lista obiettivi dei Joint Chiefs of Staff. I bersagli di priorità più alta sono sempre difesi con più forza: le perdite vanno sorvegliate, perché un livello inaccettabile può compromettere la campagna o chiuderla in anticipo.
Dopo aver riportato sulla mappa i danni inflitti alla capacità bellica nordvietnamita, si possono inviare missioni di ricognizione armata, in cerca di bersagli di opportunità lungo la rotta verso il Sud, e chiamare i B-52 dello Strategic Air Command per colpi mirati sui passi montani che portano alla pista di Ho Chi Minh e sulla pista stessa.
Accanto al piano militare c’è un livello politico. Direttive mutevoli della Casa Bianca, dettate dal timore di un’escalation con la Cina e l’Unione Sovietica, impongono vincoli: regole di ingaggio più strette, bersagli proibiti o mandati precisi. In risposta si preme sui livelli politici per ottenere libertà operativa, scegliendo in quali aspetti della campagna serve più flessibilità. La sfida ricorda l’impresa storica, che non raggiunse i suoi obiettivi principali. Nonostante il grave costo umano della campagna, essa non spezzò la determinazione del popolo nordvietnamita e della sua leadership, che resistette ai bombardamenti prolungati. La guerra del Vietnam proseguì per diversi anni ancora.
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