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Curius Regio The Thirty Years War (2523)
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Un detto attribuito ai soldati della Guerra dei trent’anni recita che la guerra è la nostra patria e l’usbergo è la nostra casa. Nel maggio 1618 due reggenti imperiali dell’Impero asburgico, insieme al loro segretario, furono gettati dalla finestra della sala del consiglio nel castello di Praga per aver violato un accordo che proteggeva i diritti religiosi dei protestanti. L’atto, noto come defenestrazione di Praga, segnò l’inizio di trent’anni di guerra. Cuius Regio ne esplora gli aspetti militari operativi e si concentra sulle manovre e sulle battaglie che scossero l’Europa per tre decenni.
La guerra si svolse in quattro fasi: la rivolta boema dal 1618 al 1625, l’intervento danese dal 1625 al 1630, l’intervento svedese dal 1630 al 1635 e l’intervento francese dal 1635 al 1648. Si concluse con la pace di Westfalia del 1648, che stabilì un nuovo equilibrio in Europa, il concetto di sovranità degli Stati, e spostò il baricentro della politica continentale dal sud verso gli Stati del nord. Gli scenari riflettono l’attività militare delle potenze europee che combatterono nel Sacro Romano Impero per fini diplomatici, religiosi e politici.
Le operazioni ebbero un effetto devastante sull’economia e sulla vita sociale del continente. In gran parte, specie nel Sacro Romano Impero, fu una guerra di manovra: gli eserciti si spostavano per prendere o riprendere territorio, influenzare i negoziati o convertire le popolazioni. Il gran numero di mercenari e i sistemi di rifornimento rudimentali non fecero che aumentare la devastazione. In quel periodo nacquero gli eserciti nazionali, l’artiglieria divenne indispensabile sul campo e i picchieri iniziarono a sparire, ma gli armamenti dei due schieramenti restarono tecnologicamente affiancati, perché avanzavano a un ritmo simile. Alla fine a fare la differenza furono le innovazioni tattiche e il comando.
Francisco Gradaille ha progettato un gioco in cui i giocatori possono applicare la propria creatività all’ampia gamma di manovre e di operazioni possibili agli eserciti dell’epoca; lo sviluppo è di Mike Sigler. La scala è operativo-strategica: ogni turno copre un anno e i punti forza di fanteria e cavalleria rappresentano circa 500-1000 uomini ciascuno. L’artiglieria è rappresentata da segnalini di treni d’artiglieria, che possono viaggiare con gli eserciti e dare vantaggio in battaglia e nella presa delle città. Ogni condottiero ha un valore di comando che influisce su quante truppe può guidare in modo efficace e sulla capacità di compiere compiti speciali.
Gli scenari coprono la rivolta boema, la guerra nel Palatinato, l’intervento danese, l’intervento svedese e l’intervento francese. C’è anche una campagna di 31 turni sull’intera guerra, dal 1618 al 1648. Uno scenario breve può durare un’ora e mezza; gli scenari si giocano in 1-6 ore e la campagna completa in 30-40 ore, anche in più sessioni. Nel turno si reclutano eserciti, si conducono operazioni, si sostentano le truppe e si gestisce l’effetto della diplomazia, per ottenere il controllo del Sacro Romano Impero. La durata del turno varia secondo il numero di eserciti sulla mappa e il modo in cui sono impiegati: un esercito può operare più volte nello stesso turno, ma più lo fa meno diventa efficace.
Per 2 giocatori, dai 14 anni. Componenti: una mappa da 34 × 33 pollici, quattro fogli di segnalini, due schermi, quattro schede di aiuto, due tappetini delle forze, un regolamento, un libretto degli scenari e due dadi.
| Mecânica: | |
| Categorias: | |
| Nomes alternativos: | |
| BARCODE: | 817054013104 |
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Un detto attribuito ai soldati della Guerra dei trent’anni recita che la guerra è la nostra patria e l’usbergo è la nostra casa. Nel maggio 1618 due reggenti imperiali dell’Impero asburgico, insieme al loro segretario, furono gettati dalla finestra della sala del consiglio nel castello di Praga per aver violato un accordo che proteggeva i diritti religiosi dei protestanti. L’atto, noto come defenestrazione di Praga, segnò l’inizio di trent’anni di guerra. Cuius Regio ne esplora gli aspetti militari operativi e si concentra sulle manovre e sulle battaglie che scossero l’Europa per tre decenni.
La guerra si svolse in quattro fasi: la rivolta boema dal 1618 al 1625, l’intervento danese dal 1625 al 1630, l’intervento svedese dal 1630 al 1635 e l’intervento francese dal 1635 al 1648. Si concluse con la pace di Westfalia del 1648, che stabilì un nuovo equilibrio in Europa, il concetto di sovranità degli Stati, e spostò il baricentro della politica continentale dal sud verso gli Stati del nord. Gli scenari riflettono l’attività militare delle potenze europee che combatterono nel Sacro Romano Impero per fini diplomatici, religiosi e politici.
Le operazioni ebbero un effetto devastante sull’economia e sulla vita sociale del continente. In gran parte, specie nel Sacro Romano Impero, fu una guerra di manovra: gli eserciti si spostavano per prendere o riprendere territorio, influenzare i negoziati o convertire le popolazioni. Il gran numero di mercenari e i sistemi di rifornimento rudimentali non fecero che aumentare la devastazione. In quel periodo nacquero gli eserciti nazionali, l’artiglieria divenne indispensabile sul campo e i picchieri iniziarono a sparire, ma gli armamenti dei due schieramenti restarono tecnologicamente affiancati, perché avanzavano a un ritmo simile. Alla fine a fare la differenza furono le innovazioni tattiche e il comando.
Francisco Gradaille ha progettato un gioco in cui i giocatori possono applicare la propria creatività all’ampia gamma di manovre e di operazioni possibili agli eserciti dell’epoca; lo sviluppo è di Mike Sigler. La scala è operativo-strategica: ogni turno copre un anno e i punti forza di fanteria e cavalleria rappresentano circa 500-1000 uomini ciascuno. L’artiglieria è rappresentata da segnalini di treni d’artiglieria, che possono viaggiare con gli eserciti e dare vantaggio in battaglia e nella presa delle città. Ogni condottiero ha un valore di comando che influisce su quante truppe può guidare in modo efficace e sulla capacità di compiere compiti speciali.
Gli scenari coprono la rivolta boema, la guerra nel Palatinato, l’intervento danese, l’intervento svedese e l’intervento francese. C’è anche una campagna di 31 turni sull’intera guerra, dal 1618 al 1648. Uno scenario breve può durare un’ora e mezza; gli scenari si giocano in 1-6 ore e la campagna completa in 30-40 ore, anche in più sessioni. Nel turno si reclutano eserciti, si conducono operazioni, si sostentano le truppe e si gestisce l’effetto della diplomazia, per ottenere il controllo del Sacro Romano Impero. La durata del turno varia secondo il numero di eserciti sulla mappa e il modo in cui sono impiegati: un esercito può operare più volte nello stesso turno, ma più lo fa meno diventa efficace.
Per 2 giocatori, dai 14 anni. Componenti: una mappa da 34 × 33 pollici, quattro fogli di segnalini, due schermi, quattro schede di aiuto, due tappetini delle forze, un regolamento, un libretto degli scenari e due dadi.
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